​Russo (FMSI): “Atlete, ecco come si mangia per andar forte al Giro della Campania 2015”.

Occhio a cosa si mangia, prima di andare in bicicletta. Vale per le professioniste, vale per le appassionate delle due ruote che fanno una sgambata nel week end o nel giorno libero da impegni lavorativi. Il dottor Vincenzo Russo, consigliere nazionale della federazione medico sportiva italiana – Fmsi, una delle 45 federazioni che legano la propria sigla al Coni, l'unica che si occupa della salute degli atleti, compreso il primo soccorso sportivo – compone il menu ideale per le partecipanti al Giro della Campania Rosa. Senza dimenticare consigli utili per gli amatori che escono in bici una volta alla settimana, con poco allenamento nelle gambe. Per la gara – che aspira a essere inserita nel calendario 2016 Uci – il medico della Fmsi prepara un vademecum alimentare, per la fase precedente alla competizione, per il rifornimento energetico durante la corsa. E anche per la fase successiva, quando l'atleta ha tagliato il traguardo da un po'. Perché l'alimentazione è uno degli aspetti indispensabili da curare per chi ama la bici. Ecco alcune indicazioni. “La gara in pratica comincia tre-quattro ore prima – spiega il medico – Per le gare di lunga durata serve un pieno glicogeno all'organismo, la contrazione glicogena deve essere sufficiente, sono utili carboidrati complessi come cereali o patate. E il pasto pre – corsa dovrà fornire il 25% e il 30% del fabbisogno quotidiano, inserendo poche fibre alimentari. Anzi, consiglio tanti amidi come pasta di grano duro, che non provoca sbalzi glicemici. E bevande zuccherate, tra 200 e 400 ml al 5%-7% di polimeri di glucosio”. In sostanza, va creata la base su cui poi costruire l'alimentazione durante la competizione. Poi c'è la gara. Che dovrebbe durare intorno alle due ore (85 km, categoria elite e juniores). “Vanno assunti cibi liquidi e solidi – spiega il dottor Russo -, indicazione che vale per ciclismo così come per judo, lotta, karate. Sport di resistenza con sforzi intensi. Si deve prevenire la fame e ricaricare i gruppi muscolari. Con la giusta alimentazione si ritarda l'insorgere della fatica. Attraverso cibi di facile digeribilità, con carboidrati che prevengono l'ipoglicemia. Ma servono anche gli zuccheri, con quantità che variano in base a clima, durata, intensità dello sforzo: quindi in sintesi, carboidrati per ogni ora di lavoro e bevande sempre con carboidrati anti disidratazione”. Per il post gara, Russo consiglia alle atlete del Giro della Campania in Rosa di reintegrare perdite idriche, con sale e acqua, cominciando a recuperare scorte di zuccheri. Tra le regole, evitare le bevande gassate. Mangiando tanta pasta (servono tante ore per rientrare dallo sforzo), eliminando le scorie metaboliche. Ultimo passaggio per gli amatoriali: in caso di passeggiata non troppo faticosa basta assumere zuccheri complessi, alimentarsi bene e bere tanto. E per prevenire inconvenienti, tipo i crampi, non sarebbe male un salto dal posturologo, spesso chi va in bici non sa di avere problemi posturali che possono essere ingigantiti dalla pratica sulle due ruote.

Ufficio stampa: Nicola Sellitti – 3202515215

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Occhio a cosa si mangia, prima di andare in bicicletta. Vale per i professionisti, vale per gli appassionati delle due ruote che fanno una sgambata nel week end o giorno libero. Il dottor Vincenzo Russo, consigliere nazionale della federazione medico sportiva italiana – FMSI, una delle 45 federazioni che legano la propria sigla al Coni, l'unica che si occupa della salute degli atleti, compreso il primo soccorso sportivo – compone il menu ideale per le partecipanti al Giro della Campania Rosa. Senza dimenticare consigli utili per gli amatori che escono in bici una volta alla settimana, con poco allenamento nelle gambe. Per la gara – che aspira a essere inserita nel calendario 2016 Uci – il medico della Fmsi prepara un vademecum alimentare, per la fase precedente alla competizione, per il rifornimento energetico durante la corsa. E anche per la fase successiva, quando l'atleta ha tagliato il traguardo da un po'. Perché l'alimentazione è uno degli aspetti indispensabili da curare per chi ama la bici. Ecco alcune indicazioni. “La gara in pratica comincia tre-quattro ore prima – spiega il medico – Per le gare di lunga durata serve un pieno glicogeno all'organismo, la contrazione glicogena deve essere sufficiente, sono utili carboidrati complessi come cereali o patate. E il pasto pre – corsa dovrà fornire il 25% e il 30% del fabbisogno quotidiano, inserendo poche fibre alimentari. Anzi, consiglio tanti amidi come pasta di grano duro, che non provoca sbalzi glicemici. E bevande zuccherate, tra 200 e 400 ml al 5%-7% di polimeri di glucosio”. In sostanza, va creata la base su cui poi costruire l'alimentazione durante la competizione. Poi c'è la gara. Che dovrebbe durare intorno alle due ore (85 km, categoria elite e juniores). “Vanno assunti cibi liquidi e solidi – spiega il dottor Russo -, indicazione che vale per ciclismo così come per judo, lotta, karate. Sport di resistenza con sforzi intensi. Si deve prevenire la fame e ricaricare i gruppi muscolari. Con la giusta alimentazione si ritarda l'insorgere della fatica. Attraverso cibi di facile digeribilità, con carboidrati che prevengono l'ipoglicemia. Ma servono anche gli zuccheri, con quantità che variano in base a clima, durata, intensità dello sforzo: quindi in sintesi, carboidrati per ogni ora di lavoro e bevande sempre con carboidrati anti disidratazione”. Per il post gara, Russo consiglia alle atlete del Giro della Campania in Rosa di reintegrare perdite idriche, con sale e acqua, cominciando a recuperare scorte di zuccheri. Tra le regole, evitare le bevande gassate. Mangiando tanta pasta (servono tante ore per rientrare dallo sforzo), eliminando le scorie metaboliche. Ultimo passaggio per gli amatoriali: in caso di passeggiata non troppo faticosa basta assumere zuccheri complessi, alimentarsi bene e bere tanto. E per prevenire inconvenienti, tipo i crampi, non sarebbe male un salto dal posturologo, spesso chi va in bici non sa di avere problemi posturali che possono essere ingigantiti dalla pratica sulle due ruote.